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23/09/2019 la Corte d’Appello con sentenza n. 438/2019 rigetta l’appello proposto da ABBANOA e conferma il provvedimento del Tribunale di Nuoro che dichiarava non dovute le somme richieste dal gestore idrico a titolo di CONGUAGLI REGOLATORI delle partite pregresse

Si allega uno stralcio della sentenza d’appello con la quale viene rigettato l’appello proposto da Abbanoa e confermato il provvedimento del Tribunale di Nuoro che dichiarava non dovute le somme richieste dal gestore idrico a titolo di CONGUAGLI REGOLATORI delle partite pregresse.

In allegato anche il provvedimento del 12/04/2017 con il quale il Tribunale di Nuoro dichiarava non dovute le somme richieste a titolo di “conguaglio delle partite pregresse 2005-2011” e, per l’effetto, condannava l’Abbanoa s.p.a. alla ripetizione delle somme corrisposte a titolo di acconti dalla società ricorrente.

Con ricorso ex art. 702 bis, c.p.c., depositato in data 12.7.2016, veniva chiesto di accertarsi come non dovute o comunque prescritte le somme imputate a titolo di conguaglio tariffario relative ai consumi effettuati negli anni 2005-2011; accertarsi l’assenza di causa nella controprestazione richiesta dalla convenuta; accertarsi, previa eventuale disapplicazione degli atti amministrativi presupposti, l’illiceità della pretesa economica per violazione dei principi di trasparenza, buona fede, legittimo affidamento, irretroattività; per l’effetto condannarsi la società convenuta alla ripetizione delle somme corrisposte a titolo di acconti.
La società ricorrente esponeva di essere titolare di due contatori per la propria struttura turistico-ricettiva di aver ricevuto in data 27.5.2016 una fattura di € 14.287,34 in relazione al primo contatore ed una di €5.015,10 per il secondo contatore; che la modifica delle tariffe fosse invalida per violazione dell’art. 1, L. 481/1995, trattandosi di un’integrazione tariffaria imprevedibile e adottata con molti anni di ritardo rispetto al momento dell’effettivo consumo e peggiorativa per gli utenti.
Si costituiva in giudizio Abbanoa s.p.a., la quale chiedeva dichiararsi il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo; autorizzarsi la chiamata in causa dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna; dichiararsi l’inammissibilità del ricorso ai sensi dell’art. 702 bis; rigettarsi le avverse domande in quanto infondate.
In particolare la società convenuta precisava che ciascun Ente di Governo dell’Ambito determina la tariffa di base applicabile all’utenza di riferimento nel rispetto delle previsioni regolatorie adottate dall’AEEGSI (art. 154, comma 4, codice dell’ambiente); che il Gestore si limita ad applicare la tariffa determinata sulla base delle prescrizioni e delle regole definite dalle Autorità pubbliche; che con delibera del 27.12.2013 n. 643/2013/R/IDR l’Autorità aveva approvato il nuovo Metodo tariffario idrico; che l’art. 31 dell’Allegato A prevede che gli “eventuali conguagli relativi a periodi precedenti al trasferimento all’Autorità delle funzioni di regolazione e controllo del settore, e non già considerati ai fini del calcolo di precedenti determinazioni tariffarie, sono quantificati ed approvati, entro il 30 giugno 2014, dagli Enti d’Ambito o dagli altri soggetti competenti e comunicati all’Autorità”; che in attuazione della delibera, il Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito della Sardegna aveva emanato la Delibera del 26.6.2014 n. 18 con cui veniva approvata la quantificazione e il riconoscimento dei conguagli relativi alle “partite pregresse”; che sussistesse la giurisdizione del giudice amministrativo ove sia in discussione, come nel caso di specie, l’esercizio del potere discrezionale dell’Autorità nella determinazione dell’an e del quantum del canone; che l’Abbanoa si era limitata ad addebitare i conguagli all’utenza nei modi stabiliti dall’AEEGSI; che non sussiste la prescrizione, in quanto i conguagli regolatori costituiscono una componente tariffaria di competenza 2014; che l’importo del conguaglio regolatorio è definito sulla base dei consumi effettuati nell’anno 2012, in base a quanto definito dall’art. 31.2 della Deliberazione AEEGSI 643/2013/R/IDR..

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Il DPCM del 20.7.2012, ha attribuito all’AEEGSI il compito di definire le componenti di costo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, in conformità ai criteri e agli obiettivi stabiliti dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare di cui all’art. 1, comma 1, lettere c), d), e), f); di predisporre e rivedere periodicamente il metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato “sulla base del riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio sostenuti dai gestori”. Il riferimento ai costi efficienti, come è già stato evidenziato, deve ritenersi legato ad una valutazione dei costi futuri che il gestore dovrà presumibilmente sostenere per l’erogazione del servizio.
Alla luce di tali considerazioni, deve escludersi che il potere dell’AEEGSI di definire le componenti di costo per la determinazione della tariffa del servizio idrico secondo il principio del recupero dei costi comprenda la possibilità di applicare, tramite una valutazione ex post, un’integrazione tariffaria commisurata a consumi già effettuati. La stessa previsione della possibilità di effettuare variazioni della tariffa dev’essere intesa nel senso che tali modifiche hanno effetto solo per il futuro, consentendo di evitare il procrastinarsi del disequilibrio, e non anche di evitare gli effetti negativi che ormai si sono prodotti nel passato (v. TAR Umbria n. 126/2011).
Ciò premesso, deve ritenersi l’illegittimità dell’introduzione di una tariffa integrativa correlata a consumi già effettuati negli anni precedenti sulla base di una valutazione delle passività risultanti dagli anni passati (v. delibera n. 18 del 2014) , sia per la violazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi (v. Cass., n. 934/2004; Cass., n. 6942/2004), derogabile solo per legge; sia per la violazione dei principi posti a fondamento del rapporto negoziale, e in particolare del principio di affidamento e della regola della buona fede nell’esecuzione del contratto, nella misura in cui consente una modifica unilaterale del corrispettivo pattuito o comunque previsto al momento della somministrazione con riferimento a forniture già effettuate.

C. Appello n. 438 2019

Abbanoa 2017