Molte imprese negli scorsi anni sono cadute nella truffa (ben congegnata n.d.r.) dei moduli “Registro Italiano su internet” inviati della DAD GmbH.

Tali moduli hanno un formato grafico che richiama quello utilizzato dalle Camere di Commercio (tanto da generare l’erronea convinzione che si tratti di moduli inviati proprio da un Ente Istituzionale legato alle Camere di Commercio e ai gestori dei domini).

Questi moduli recano la dicitura “Vi preghiamo di verificare assolutamente la correttezza di tutte le indicazioni e di correggerle nelle caselle previste, se è necessario” e, di seguito, riportano due colonne di dati, nella prima vi sono i dati dell’impresa contattata (i dati contengono però alcuni evidenti errori).

La presenza dei predetti errori, congiuntamente alla richiesta di modifica allegata al formulario, ha spinto molti imprenditori alla correzione dei dati errati e all’invio dei moduli firmati al numero di fax indicato (02 40746233, apparentemente un fax con prefisso della città di Milano).

I predetti formulari recano in calce un fitto e minuto testo in cui viene indicato il costo “per l’importo annuale di 958 Euro pagabili di volta in volta”, con la precisazione che “l’ordine vale per i prossimi tre anni e viene successivamente rinnovato ogni anno di un ulteriore anno”, viene, altresì stabilita la esclusiva giurisdizione tedesca per ogni vertenza inerente al contratto.

L’inserimento presso il sito “registro Italiano su internet” avviene realmente ma il servizio fornito è di scarsissimo pregio per la totale assenza di vantaggi in termini di visibilità e di posizionamento nei motori di ricerca, nonchè per la pessima qualità grafica del sito.

Nonostante le disdette dal servizio inviate dagli imprenditori truffati, la DAD GmbH continua, in maniera incessante, a inviare diffide di pagamento (per un importo che al terzo anno arrivano a €2.874 oltre interessi e spese) ingenerando così forti pressioni.

Successivamente gli imprenditori sottoscrittori del modulo vengono contattati dalla DAD o anche da terze società di recupero crediti (come la la Cross Border Recovery s.r.o con sede nella Repubblica Ceca) che sollecitano il pagamento, entro pochi giorni, di una somma inferiore/scontata ammonendo che, in difetto, procederanno a ottenere un provvedimento di condanna (per l’intero importo di €2.874 oltre interessi e spese) presso i Tribunali tedeschi.

Pare chiaro il progetto architettato della DAD: vantare un credito cospicuo per poi proporre il pagamento, entro pochissimi giorni, di una somma scontata al fine di invogliare l’impresa italiana a evitare la costituzione in giudizio davanti alle autorità tedesche (attività questa che avrebbe costi ben più alti della somma proposta ai fini transattivi).

L’imprenditore “raggirato” si trova costretto ad accettare una proposta di pagamento (per liberarsi definitivamente dal problema) pur di evitare i costi di una opposizione in giudizio davanti alle autorità tedesche o, ancor peggio, il rischio di una esecuzione (mobiliare o immobiliare) azionata in forza di un provvedimento emesso in contumacia dal Tribunale di Monaco.

Già l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ebbe irrogare delle sanzioni amministrative nei confronti del “Registro Italiano in Internet” (così il provvedimento n. 16766/2007); ciò senza però riuscire a impedire il proseguo della attività di raggiro messa in atto dalla DAD GmbH.

Non hanno avuto alcun esito neanche i vari procedimenti penali avviati a seguito delle denunce depositate dagli imprenditori truffati.

Questo studio, con una spesa assai limitata, anticipa un possibile processo davanti ai Tribunali Tedeschi mediante l’accertamento negativo delle pretese della DAD GmbH presso il tribunale di competenza territoriale dell’impresa raggirata. Così facendo nessun provvedimento eventualmente emesso da autorità tedesche può essere azionato esecutivamente in Italia (ne bis in idem).

Ricorso contro DAD Gmbh